Qual’è la più grossa difficoltà degli italiani sulla strada dell’acquisto di una casa? Secondo uno studio condotto dall’istituto di ricerca MK Global Institute – è una realtà che fa parte della famiglia McKinsey – il problema centrale è rappresentato dalla differenza tra i redditi reali e i costi d’acquisto di un immobile.

I numeri, come spesso accade, sono crudi: 2,3 milioni di famiglie non possono garantirsi per questo motivo un’abitazione – e con questo termine si considera una casa di 60 metri quadrati. Queste famiglie hanno redditi troppo bassi in relazione a quanto costa un immobile. Il gap che gli manca è stato stimato in 7,1 miliardi di euro.

Ovviamente questo gap è maggiore laddove le quotazioni immobiliari sono più elevate. E quindi nei maggior centri abitati del paese, come l’area metropolitana di Milano, dove servirebbero 3,16 miliardi in più, Roma – il gap è di 2,37 miliardi di euro -, Firenze – mancano 790 milioni -, Torino – siamo a quota 400 milioni -, Napoli – 240 milioni – e Venezia – 160 milioni di euro).

Queste le soluzioni prospettate dallo studio per cercare di dare risposte abitative a chi si trova in simili situazioni:

- ridurre tempi e costi della burocrazia per ottenere il rilascio di permessi, soprattutto per la ristrutturazione;

- modernizzare il settore delle costruzioni, per aumentarne la produttività;

- introdurre innovazioni progettuali per ridurre i costi di gestione delle case già costruite, (ad esempio sul piano dell’efficienza energetica);

- ridurre i costi di finanziamento per permettere l’acquisto della casa anche a chi ha redditi bassi e garanzie limitate da offrire, magari attraverso strumenti di debito specifici.

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