Nel prossimo anno le compravendite immobiliari dovrebbero ricominciare a salire, anche se in misura lieve.
A sostenerlo è l’Osservatorio Nomisma sulle grandi città presentato a Milano martedì mattina (20 c.m.), secondo cui ad incidere sulla ripresa del mercato immobiliare sarà soprattutto la ripartenza dei mutui, che stanno mostrando dei segnali positivi proprio sul finire dell’anno.
I prezzi delle case continueranno invece ad assestarsi verso il basso, senza però cavalcare i ritmi decrescenti visti quest’anno.

Fine dell’ondata recessiva. “La seconda ondata recessiva iniziata nel 2011 parrebbe essere giunta a conclusione: anche se per il 2014 non si preannunciano significativi miglioramenti, a partire dal 2015 si ritiene plausibile un avvio di ripresa”, evidenzia l’Osservatorio.
Ma per i prossimi sei mesi lo scenario è previsto ancora negativo (-8,3%), nonostante le compravendite immobiliari stimate per il semestre in corso siano in aumento rispetto ai primi sei mesi dell’anno e la contrazione sia di gran lunga inferiore a quella registrata lo scorso anno (-25%).
Nelle tredici maggiori città italiane, si legge nell’Osservatorio, il calo quest’anno dovrebbe arrestarsi al -5,6%.

Prezzi delle case -2%. “Questo scenario presuppone tuttavia – continua il documento presentato a Milano lo scorso 20 ottobre  - una prosecuzione dell’aggiustamento dei prezzi degli immobili. Il repricing, cominciato in ritardo rispetto alla caduta delle compravendite, proseguirà anche nel prossimo biennio, seppure con un’intensità via via decrescente”.
Nel secondo semestre 2013 si è assistiti ad un calo dei prezzi, del 2% per le abitazioni nuove e del 2,2% per quelle usate, meno marcato rispetto a quelli del primo semestre. La tendenza proseguirà anche nel 2014, in ogni comparto, per attenuarsi nel 2015, quando la diminuzione dei prezzi stazionerà sotto i due punti percentuali, e riprendersi nel 2016, l’anno del segno più.

Tiepidi segnali d’inversione. Già nella seconda metà del 2013, prosegue il rapporto, qualche segnale di inversione dell’attuale trend negativo, almeno nel breve periodo, si è segnalato nelle zone di pregio, e per gli immobili più ricercati, delle maggiori città italiane osservate.
Per le compravendite di questo segmento, negli ultimi mesi, si è registrata infatti una decisa riduzione della forbice tra la domanda e l’offerta, il calo dei prezzi si è assestato sul 16,5% per le abitazioni usate e l’11,5% per quelle nuove e i tempi di vendita si sono ridotti a 8,4 mesi.