Senza la voce contraffazione la produzione aggiuntiva in Italia sarebbe di ben 13,7 miliardi di euro con 110 mila posti di lavoro in più. Lo afferma il rapporto curato da Ministero Sviluppo Economico e Censis sull’impatto della contraffazione sul sistema-Paese. Il fatturato del mercato interno della contraffazione è stimato di 6,9 miliardi di euro. I settori più colpiti sono quelli dell’abbigliamento e degli accessori (quasi 2,5 miliardi di euro), il comparto Cd, Dvd e software (più di 1,8 miliardi di euro) e quello dei prodotti alimentari (quasi 1,1 miliardi di euro).
Quale l’impatto sull’economia italiana? Se fossero stati venduti gli stessi prodotti sul mercato legale si sarebbero avuti 13,7 miliardi di euro di valore di produzione aggiuntiva, con conseguenti 5,5 miliardi circa di valore aggiunto (corrispondenti allo 0,35% del PIL italiano); la produzione avrebbe generato acquisti di materie prime, semilavorati e/o servizi dall’estero per un valore delle importazioni pari a 4,2 miliardi di euro; la produzione complessiva degli stessi beni in canali ufficiali avrebbe assorbito circa 110.000 unità di lavoro a tempo pieno, pari a circa lo 0,41% dell’occupazione complessiva nazionale.

Senza contraffazione gettito fiscale aggiuntivo per 4,62 mld

Riportare sul mercato legale la produzione dei beni contraffatti significherebbe anche avere un gettito aggiuntivo per imposte dirette e indirette legato alla produzione diretta di 1 miliardo e 700 milioni di euro. Se si comprende anche la produzione indotta si arriverebbe a 4 miliardi e 620 milioni di euro, pari all’1,74% del totale del gettito dello Stato relativo alle imposte considerate nello studio.