Proseguono in deciso calo gli indici statunitensi sulla scia delle notizie provenienti dalla Grecia e dopo i deludenti dati macro Usa. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,9%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un -0,71% e l’S&P 500 un -0,76%. Negative anche le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato in calo dello 0,66%, il Dax di Francoforte dell’1,29%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un -1,51%. Gli investitori hanno preferito prendere profitto in scia all’incertezza che ruota intorno alla Grecia e in vista del weekend. Ad alimentare lo scetticismo dei mercati sono gli scontri in corso ad Atene tra i dimostranti e le forze dell’ordine per lo sciopero di 48 ore proclamato dai sindacati. Intanto il minore dei tre partiti che sostengono il premier, Lucas Papademos, ha reso noto che nelle votazioni di domenica non sosterrà le misure di austerity raggiunte ieri. Inoltre dopo le dimissioni di ieri del ministro del lavoro ellenico, oggi è stata la volta del vice ministro degli esteri. Papademos provvederà a un rimpasto di governo prima del voto di domenica. In ogni caso riteniamo che questi eventi possano dare avvio a una correzione dopo la lunga corsa dei listini. È comunque ancora presto per dire che il bullish market sia terminato.

Italia: Ftse Mib rompe sotto 16.640 punti, ancora appeal su Fondiaria-Sai
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in calo dell’1,76% a 16.361 punti. Riteniamo che la correzione possa proseguire sino in area 16.180-16.190 punti. È importante che questa soglia non sia perforata altrimenti il rally rialzista potrebbe perdere forza. Cali diffusi per tutti i bancari, fatta eccezione per Monte dei Paschi di Siena (+0,72%) dopo che la Fondazione ha raggiunto l’accordo per la cessione del 2,57% di Cdp. Forte rialzo per Fondiaria-Sai (+10,12%) dopo che Palladio ha fatto sapere di detenere il 2,25% dell’istituto assicurativo e che ne ha incrementato l’appeal.

Valute: euro cede sotto la scure greca
Tra le valute, accelera al ribasso l’euro/dollaro nel pomeriggio in scia alle notizie sugli scontri ad Atene. Gli investitori ne hanno approfittato per prendere profitto sulla moneta unica visto il recente apprezzamento. Il cambio ha rotto il supporto statico collocato a 1,3235 e ha trovato sollievo in area 1,3170. Il successivo livello passa per 1,3120. Cede terreno anche l’euro/yen, con il cross che, dopo aver toccato un massimo a 103,30, è sceso a 102,30. Prosegue invece stabile il biglietto verde contro la valuta nipponica che rimane in una stretta area compresa tra 77,60 e 77,80.

Macro: sotto le attese la fiducia dei consumatori in Usa
Sul fronte macro, il dato preliminare di febbraio sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan si è attestato in calo a 72,5 punti dai 75 di gennaio. Si amplia anche il deficit commerciale statunitense di dicembre, salito a 48,8 miliardi di dollari dai 47,1 di novembre. A pesare sul dato è stato l’aumento delle importazioni di prodotti non petroliferi. Nella notte i dati sulla bilancia commerciale cinese hanno mostrato a gennaio un surplus in crescita a 27,28 miliardi di dollari, massimo da 6 mesi. Il dato però mostra che all’incremento ha contribuito un deciso calo delle importazioni (-15,3% a/a). Lieve calo anche per l’export. Il dato mostra che sia crescita dell’economia cinese sia la domanda globale stanno decelerando. Sorprende in positivo la produzione industriale italiana cresciuta dell’1,4% m/m a dicembre (-0,5%). Sopra la lettura preliminare il dato sull’inflazione tedesca di gennaio, attestatasi al 2,1% dal 2%. In Francia la produzione industriale di dicembre ha mostrato una forte contrazione (-1,4% m/m da +1,1% di novembre). Dopo la Germania, anche la seconda economia d’Europa inizia a lanciare segnali d’allarme sul rallentamento in atto nel Vecchio Continente. Siamo sempre più convinti che l’economia dell’area euro potrebbe finire in recessione nella prima metà dell’anno in corso sulla scia anche delle avverse condizioni climatiche dei primi mesi di gennaio e febbraio.

Titoli di Stato: spread torna a salire sui timori ellenici
Sul fronte governativo, il ritorno dei timori sulla Grecia ha fatto risalire lo spread Btp-Bund a 361 pb dopo aver toccato un minimo da settembre a 343 pb. Tutto ciò non favorisce le aste italiane di lunedì e martedì, anche se riteniamo che l’impatto sarà limitato. Nelle ultime aste in Europa abbiamo assistito a continuo miglioramento in termini di tassi e di domanda, anche se non di entità pari a quelle delle prime settimane di gennaio. Il mercato si sta lentamente stabilizzando. Da evidenziare che la domanda sui titoli a medio termine tedeschi in settimana è stata inferiore rispetto a quella della precedente emissione e questo segnala, a nostro avviso, come gli operatori si stiano spostando verso titoli con un rendimento via via maggiore. Le aste Btp potrebbero beneficiare di questo effetto.

Commodity: oro tenta il recupero dai minimi intraday
Tra le commodity, recupera nel pomeriggio l’oro con il prezzo spot che rimbalza su 1.705 dollari/oncia e sale a 1.723 dollari in scia ai nuovi timori sulla Grecia. Volatilità anche per il petrolio che dopo aver toccato 97,45 dollari/barile ha recuperato e si colloca ora a 98,73.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy