Proseguono poco mossi gli indici statunitensi sulla scia delle notizie provenienti dalla Grecia. Il Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 sono pressoché invariati, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,13%. Timido rialzo per le principali piazze europee, con il Ftse 100 di Londra che ha terminato a +0,29%, il Dax di Francoforte a +0,58%, mentre il Cac di Parigi ha registrato un +0,43%. Seduta all’insegna dell’incertezza per le borse sulla scia delle notizie contrastanti provenienti da Atene. Secondo un portavoce del premier, Lucas Papademos, sarebbe stato raggiunto un accordo sulle riforme di austerità richieste dalla Ue e dal Fmi, necessarie per ottenere il secondo prestito da 130 miliardi di euro. La notizia è stato poi seguita da altri rumors secondo cui un accordo finale è ancora in discussione, come ha anche precisato il ministro delle finanze irlandese. Intanto resta confermato lo sciopero di 48 ore da parte dei sindacati. Questa sera si incontreranno a Bruxelles i ministri delle finanze dell’Eurozona per discutere sul pacchetto di aiuti, anche se il rappresentante tedesco, Schaeuble ha fatto sapere che non ci sarà nessun resoconto. Riteniamo che se non dovessero essere soddisfatte le condizioni richieste dalla Ue e dal Fmi, il governo non avrà più carte da giocare e il fallimento del Paese sarà inevitabile.



Italia: Ftse Mib chiude per ancora sopra 16.640 punti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in lieve calo a -0,09% a 16.653 punti. L’indice ieri ha confermato per la seconda seduta consecutiva di tenere il supporto a 16.640. Forte calo per le banche, in particolare con Monte dei Paschi di Siena (-5,12%), Banco Popolare (-3,4%) e Banca Popolare di Milano (-3,26%), mentre Intesa ha chiuso a -1,2%. Buona performance per Fiat (+2,9%).

Valute:  euro tiene guadagni dopo Draghi e notizie Grecia  

Tra le valute, prosegue in lieve rialzo l’euro/dollaro nel pomeriggio dopo la conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, e le notizie provenienti dalla Grecia. Draghi ha fatto sapere che saranno estese le tipologie di collateral accettati per poter concedere finanziamenti. Il numero uno della Bce ha anche precisato in merito alla questione sull’haircut dei titoli di Atene presso l’Istituto che si tratta di voci infondate e una decisione sarà presa dopo la conferenza di questa sera. L’euro ha tentato per la seconda volta la rottura dell’1,33, spingendosi sino ai nuovi massimi dal 12 dicembre in area 1,3320, ma si è riportato nuovamente sul livello 1,3290. Riteniamo che solo uno sfondamento tecnico sopra 1,33, possa aprire lo spazio al test 1,3360. Il supporto statico passa per 1,3235. Prosegue l’apprezzamento del biglietto verde contro lo yen, con  il cross che ha aggiornato i nuovi massimi questa mattina dal 27 gennaio scorso, a 77,35, e sembra proseguire questo mini rally partito lunedì.

Macro: migliora ancora il mercato del lavoro Usa

 Sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione in Usa sono scese a 358.000 unità, da 373.000 (dato rivisto. )Continua a migliorare il mercato del lavoro negli Stati Uniti, anche se in settimana il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha fatto sapere che la disoccupazione di lungo periodo rimane lontana dal target del 5,2-6%. Nella notte i dati cinesi hanno mostrato che l’inflazione ha ripreso ad accelerare a gennaio (+4,5% su base annua da +4,1% del mese precedente). La crescita dei prezzi è dipesa soprattutto dall’enorme aumento dei prezzi dei generi alimentari durante il nuovo anno lunare. Questo però potrebbe ritardare la decisione della Banca centrale cinese (Pboc) su un allentamento monetario, dopo che a dicembre il dato si era avvicinato al tasso target fissato dall’Istituto pari al 4%. Timidi segnali di miglioramento per i dati sulla produzione industriale britannica, che a dicembre ha registrato un calo del 3,3% su base annua (-3,6% il mese precedente). Migliora anche la produzione manifatturiera (salita dell’1% su base mensile).

Titoli di Stato: attesa asta T-bond Usa

 Sul fronte governativo, non ci sono aste di rilievo oggi. Ieri il Tesoro italiano ha annunciato che il quantitativo di Bot che andranno in asta il prossimo 13 febbraio sarà pari a 12 miliardi di euro, mentre scadranno circa 8 miliardi di Bot proprio lunedì. Questa sera attesa l’asta sul T-bond trentennale Usa, dopo l’asta sul T-note a 10 anni di ieri sera.

Commodity: petrolio tenta i 100 dollari/barile


Tra le commodity, amplia i guadagni l’oro nel pomeriggio in scia con le notizie contrastanti provenienti sul fronte Grecia. Il cfd sul metallo giallo è salito sino a 1.753 dollari/oncia per attestarsi ora a 1.745 dollari. Torna a salire anche il petrolio, con il cfd sull’oro nero che arriva a testare nuovamente la soglia dei 100 dollari/barile.

Vincenzo Longo,
Market Strategist of IG Markets Italy