Come muoversi attraverso le turbolenze dei mercati? Pubblichiamo una sintesi del Punto mensile a cura di Michele de Michelis, responsabile investimenti diFrame Asset Management, società indipendente focalizzata in advisory su asset allocation di fondi di fondi Ucits e Gpf assicurative.

Oscar Wilde diceva che un agente di borsa era qualcuno che conosceva il prezzo di ogni cosa e il valore di niente…

Come non dargli ragione ?

Guardate i listini  come si sono mossi in luglio, l’indice Eurostoxx 50  ha oscillato di sette punti percentuali, salvo poi chiudere leggermente positivo. Lo stesso ha fatto lo Standard & Poors 500, con la differenza che l’oscillazione non ha superato il 3 %. E’ evidente che gli operatori siano tutti in confusione: navigando nella tempesta, pensano soltanto a rimanere a galla. Se però usciamo dal contesto della tempesta e dalle voci che ogni giorno si rincorrono sui mercati e proviamo ad analizzare cosa è stato fatto dall’inizio dell’anno (accordo sullo scudo anti-spread in primis) possiamo  vedere come piano piano le cose  si stiano muovendo sul versante giusto. Tra un rifiuto categorico ed un forse, anche la Germania ogni tanto fa delle aperture. Hollande sembra stia appoggiando il lavoro di Monti e Draghi (l’ altro super Mario nazionale) se ne esce pubblicamente con delle affermazioni che dovrebbero spaventare i ribassisti ad oltranza poiché andare contro una banca centrale  è sempre sconsigliabile, a meno che non si disponga di enormi capitali. Non è  accettabile– ad esempio  -  che il Belgio emetta titoli a breve termine a tassi d’interesse negativi o decennali al 2 % e l’Italia sia costretta ad uscire leggermente sotto il 6 % (sempre a 10 anni). Mi ricordo che l’anno scorso proprio in questo periodo ( esattamente il 3 agosto) ammonivo di stare in guardia rispetto ai titoli di stato italiani, nonostante lo spread avesse toccato i 384 punti base ( il 9 novembre 2011, lo avremmo visto poi arrivare ad oltre 570) e da più parti si iniziasse a incoraggiare un ritorno su questo strumento. Adesso però, a differenza del 2011, gli italiani hanno un governo che, a costo di manovre lacrime e sangue, ha portato il paese  ad un avanzo primario , ma, nonostante questo, il suo debito è ancora ad oltre 450 punti di spread ( sebbene in discesa  dai picchi incomprensibili toccati in precedenza).

Oggettivamente, l’Italia non può pagare più interessi sul debito di quanto non facciano Egitto , Colombia ed Indondesia …per tale motivo ritengo che mai come oggi Oscar Wilde abbia pienamente ragione.Difficile rimanere calmi in queste situazioni, l’istinto naturale sarebbe quello di liquidare tutto e affrontare il tanto temuto agosto con la liquidità sul conto. Pur tuttavia , alla luce di tutte le considerazioni fatte finora, forse il punto più calmo rimane proprio l’occhio del ciclone.

Non vedo quindi perché dovrei vendere tutto per mettere i miei soldi sul conto corrente di una banca oppure pagare un tasso d’interesse per detenere un’obbligazione a breve termine di un paese europeo come il Belgio. Se lo tsunami parte, travolge anche le barche ormeggiate nel porto.