Dove vanno i mercati finanziari? La visione di fondo è positiva ma non è da escludere una fase transitoria di consolidamento, spiega il team di gestione di Anima SGR. Approfondiamo ulteriormente lo scenario tracciato attraverso il contenuto di Anima Flash, la nota mensile diffusa oggi dal team di gestione.

La visione di Anima SGR

L’impostazione dei mercati finanziari rimane positiva, sia sul fronte azionario che su quello obbligazionario. A sostenerla sono da una parte il miglioramento, in verità lento e non privo di segnali contrastanti, del quadro macroeconomico e dall’altra l’attività delle autorità monetarie: le banche centrali di tutto il mondo stanno continuando a immettere dosi massicce di liquidità nel sistema finanziario.

Sul primo punto più in dettaglio evidenziamo una continuazione della crescita negli Stati Uniti, dove i dati si confermano positivi anche se moderati e l’occupazione cresce più delle attese, e forze recessive in esaurimento in Europa: qui i dati sono ancora negativi, ma migliori del consenso e ci attendiamo nel secondo semestre gli effetti positivi ritardati della politica monetaria espansiva in atto. Sul secondo punto, le politiche monetarie, la Banca centrale europea a fine febbraio è tornata ad occupare il palcoscenico, con il secondo preannunciato piano di pronti contro termine di lungo periodo (Long term refinancing operation, Ltro), grazie al quale 800 banche hanno ottenuto 530 miliardi di euro di finanziamento a tre anni, ad un tasso dell’1% (contro i 489 miliardi di euro dell’Ltro di dicembre).

Si vedrà più avanti se effettivamente saranno serviti, come si augura la Bce, a far ripartire il credito alle imprese e a rilanciare l’economia reale. Nel mentre, è certo che le banche stanno utilizzando i fondi per operazioni di gestione delle passività (liability management), cioè per riacquistare sul mercato obbligazioni proprie al fine di migliorare i ratio patrimoniali, e per assorbire parte del debito pubblico dei rispettivi paesi.

Alleviando il problema della sostenibilità dei debiti per banche e stati europei, la Bce ha anche iniettato fiducia negli investitori, che da fine 2011 stanno progressivamente riportando capitali verso le classi di attività a rischio: azioni, obbligazioni societarie, titoli governativi dei paesi periferici, Paesi emergenti.

La Bce del resto non è la sola a spingere sull’acceleratore. C’è un forte impegno delle maggiori autorità monetarie a garantire al sistema tutta la liquidità necessaria.

Queste considerazioni portano ad una visione di fondo positiva sull’evoluzione di mercati azionari e obbligazionari. Ci aspettiamo però anche una fase transitoria di consolidamento dei mercati e siamo convinti che i problemi irrisolti (la crisi greca per esempio) e i rischi tuttora presenti (l’innescarsi di una spirale negativa recessione-debito anche in Portogallo o l’implementazione delle riforme in Italia) non saranno per sempre ignorati dagli investitori.