Pubblichiamo un commento sul mercato azionario estratto dall’edizione di febbraio di “Anima Flash”, il report che riassume la visione sui mercati azionari e obbligazionari di Anima SGR.

Avanti tutta, nonostante tutto

A dispetto della profondità dei problemi di politica fiscale e monetaria, soprattutto in Europa, la visione sui mercati azionari nel 2012 è positiva, grazie alle prospettiva di accelerazione della crescita economica nel secondo semestre e all’inondazione di liquidità da parte della Bce. La liquidità nel sistema globale è linfa vitale per i mercati e tutte le iniziative, obiettivi, effetti attuali e potenziali dipendenti dalla Bce saranno un’importante leva alla crescita dei listini europei e mondiali. Tra questi, importanza cruciale avrà l’effettiva attuazione di un’operazione di quantitative easing europea, lo sviluppo di credibili politiche fiscali in Europa ed il livello di sostegno da parte dei paesi creditori ai paesi periferici. Le valutazioni in ogni caso sono contenute (oggi in Europa il rapporto Ev/Ebitda è addirittura ai livelli del marzo 2009) e anche se la crescita degli utili sarà limitata c’è spazio per una crescita delle quotazioni azionarie. Il quadro macro è improntato all’inizio ad una stabilizzazione della crescita, con una accelerazione nella seconda metà dell’anno, secondo quanto rivelano gli indicatori anticipatori. Poiché i mercati a loro volta anticipano l’economia reale, senza escludere verifiche in corso d’anno, la congiuntura dovrebbe essere nel 2012 fattore di sostegno dei mercati azionari.

Europa: una questione di banche

Tra i temi dominanti dei mercati azionari certamente non si può non parlare del settore finanziario che sarà la chiave di volta per un buon andamento dell’azionario e non solo. Anche in questo caso il destino del settore è legato a doppio filo con i progetti in mano alla Bce. Se funzioneranno, i titoli bancari e finanziari, in particolare europei, saranno i primi a beneficiarne.

Italia: spazio per un contropiede

Per l’Italia il 2012 sarà un anno di sostanziale recessione, tuttavia le quotazioni azionarie sono su livelli storicamente bassi e sembrano incorporare buona parte del deterioramento della situazione macroeconomica. Le importanti misure che il governo italiano ha preso negli ultimi mesi per salvaguardare i conti pubblici, unitamente a quelle che si appresta a varare per favorire una maggiore dinamicità della economia e del mercato del lavoro, è auspicabile possano ridurre quella percezione di rischio paese che, unitamente a fattori fondamentali (bassa crescita), hanno prodotto la drastica sottoperformance del listino azionario italiano nei confronti dei mercati europei negli ultimi anni. Il posizionamento di ANIMA sull’Italia contempla un investito complessivo in azioni sostanzialmente allineato al benchmark di riferimento (95%). Più nello specifico, l’allocazione settoriale presenta un sottopeso significativo del settore utility e più moderato nel settore Oil&Gas. Sovrappesati invece i titoli finanziari e società particolarmente esposte alla domanda internazionale, con presenza significativa nei paesi emergenti. Permane inoltre la positività sulle società caratterizzate da basso debito e buoni flussi di cassa tali da garantire elevati dividendi.