L’andamento migliore delle attese del Pil Australiano nel primo trimestre dell’anno e dell’indice di fiducia ISM non manifatturiero in USA, indice pubblicato ieri, hanno dato fiducia agli investitori sui mercati asiatici. I principali indici hanno, così, registrato dei buoni progressi. In particolare le migliori performance sono state registrate dal Nikkei giapponese e dall’Hang Seng di Hong Kong, saliti rispettivamente dell’1,6% e dello 0,9%. Ha chiuso, invece, in territorio solo leggermente positivo l’indice Australiano S&P/Asx200: +0,3%.

Positiva risposta al G7

L’economia australiana è cresciuta dell’1,3% nei primi tre mesi dell’anno contro lo 0,6% stimato dal consensus degli economisti. Il buon andamento dell’economia ha ridotto le possibilità di assistere ad ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca Centrale e ha rafforzato il Dollaro Australiano dopo i cali delle scorse settimane. Tra i titoli australiani, BHP Billiton ha chiuso in rialzo dello 0,2% mentre Commonwealth Bank of Australia è rimasta invariata.

Il Nikkei è salito grazie all’impegno del G7 di lavorare in maniera coordinata per risolvere la crisi del debito dei paesi periferici. Nippon Sheet Glass, società che realizza il 39% del proprio fatturato in Europa è salita dell’11% dopo l’annuncio. Toyota, il cui 20% delle vendite è realizzato in USA, è salito del 2,3% grazie al calo dello Yen nei confronti del Dollaro USA.