Il rally di ieri di Wall Street, dove lo S&P500 è salito al massimo degli ultimi due mesi, non è stato sufficiente a dare forza alle borse asiatiche, ed in particolare al Nikkei giapponese che ha sottoperformato gli altri indici chiudendo in calo dell’1,4%. I timori sulla crescita economica nei prossimi mesi sono stati rafforzati dalle indiscrezioni che le autorità cinesi non hanno intenzione di modificare la legislazione per limitare gli investimenti sul mercato immobiliare. L’Hang Seng di Hong Kong ed il Kospi Coreano hanno chiuso praticamente invariati.

In Giappone scendono gli esportatori

I dati economici peggiori delle attese pubblicati ieri in USA hanno penalizzato le società esportatrici, per i timori che la crescita economica nella seconda parte dell’anno possa essere molto modesta. Toyota, che realizza il 25% del proprio fatturato negli USA, è arretrata dell’1,7%. È, invece, salita dell’1% Toshiba dopo che SanDisk, società partner che produce semi-conduttori, ha annunciato utili trimestrali in linea con le attese più ottimiste degli analisti.

Ad Hong Kong Shimao Property Holding ha perso l’1,7% per le indiscrezioni dell’agenzia di stampa Xinhua News Agency secondo cui il Governo cinese non ha alcuna intenzione di modificare la legislazione sul mercato immobiliare. Sempre ad Hong Kong, China Unicom e Tencent Holdings sono salite dopo che i loro telefonini sono diventati il primo mezzo di accesso ad internet, superando i computer.