Alle negative indicazioni economiche arrivare ieri in area Euro e USA, dove il mercato del lavoro ha dato segnali di rallentamento, si sono uniti oggi il rialzo inaspettato del tasso di disoccupazione in Nuova Zelanda e, soprattutto, il ribasso dell’indice PMI non manifatturiero in Cina. Sono, così, aumentate le preoccupazioni degli investitori sul futuro dell’economia globale. Con la borsa giapponese chiusa per festività, il faro è stato sugli altri mercati: l’Hang Seng di Hong Kong ha chiuso a -0,3% ed il Kospi Coreano a -0,4%.

In ribasso il settore dei servizi cinese

In Cina, l’indice PMI non manifatturiero è sceso nel mese di aprile da 58 a 56,1, segnalando un possibile rallentamento del settore dei servizi nei prossimi mesi. Inoltre, questo dato è il segnale che la domanda interna cinese dovrebbe continuare a non essere in grado di sostenere l’economia. Il tasso di disoccupazione in Nuova Zelanda è salito dal 6,4% dell’ultimo trimestre dello scorso anno al 6,7% nei primi tre mesi di quest’anno, contrariamente alle attese di consensus di un dato al 6,3%.

Tra i singoli titoli, LG display ha perso il 6,4% a Seoul ed è andato a registrare il minimo dell’anno dopo che è stata effettuata una perquisizione negli uffici della società per l’accusa di avere ottenuto illegalmente dei prodotti da Samsung Mobile. HTC, il secondo produttore asiatico di smartphone, ha perso il 4,3% dopo che Nokya ha annunciato di avere fatto causa alla società, oltre che a Research in Motion e ViewSonic, per violazione di brevetti in Germania e USA.