Un’anomalia, se vogliamo chiamarla così, che è difficile comprendere e ancor più accettare. Negli ultimi cinque anni in Italia si sono prodotti sempre meno rifiuti, ma le tariffe per i servizi di raccolta sono aumentate, e non di poco. Dulcis in fundo, parliamo di un servizio percepito come insoddisfacente. Lo evidenzia un dossier di Confartigianato, secondo il quale dal 2011 in avanti gli italiani hanno prodotto il 10,1% di rifiuti in meno rispetto al passato, ma hanno scucito il 22,7% in più: cioè il 15% in più rispetto al tasso di inflazione (+7,7%) e ben il 13,1% rispetto alla crescita media del costo del servizio nell’Eurozona (+9,6%).

C’è qualcosa che non va”, commenta il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. “Le tariffe dei servizi erogati da soggetti pubblici devono rispettare il mercato e non possono essere una variabile indipendente, troppo spesso utilizzata per fare cassa e mettere a posto i guasti di una cattiva gestione“. Cassa piuttosto ricca, peraltro, considerando che nel 2014 ogni italiano ha pagato circa 168 euro per il servizio di igiene urbana, per un totale di 10,2 miliardi di euro. “Il quadro è allarmante“, continua Merletti, “le tariffe per la raccolta dei rifiuti corrono ben più dell’inflazione“. I più tartassati sono i laziali, che pagano in media 220,3 euro cadauno, seguiti dai liguri (212,7 euro) e dai toscani (210,3 euro). Di contro, in Molise si paga solo 116,2 euro, in Trentino Alto Adige 130,6 euro e in Friuli Venezia Giulia 130,7.

A rendere ancora più sgradevole la situazione, dice Confartigianato, è che l’impennata delle tariffe non è affatto corrisposta a un analogo miglioramento del servizio. Tutt’altro: le città dove si paga di più sono quelle dove la qualità della raccolta rifiuti è peggiore. Basti dire che Roma detiene il poco invidiabile record di città dal servizio più costoso (249,9 euro di media, il 50% in più della media nazionale) e contemporaneamente tra i meno efficienti, dal momento che solo il 9% dei suoi cittadini si dice soddisfatto. L’unica città in cui la percezione del servizio di raccolta rifiuti è ancor più negativa rispetto alla capitale è Palermo (7%), mentre solo a Verona la maggioranza degli abitanti si è detta contenta del servizio (71%).

In generale, solo il 34% degli italiani si dice soddisfatto del servizio offerto, un dato sconfortante se paragonato alla media europea, che è quasi il doppio (62%): naturalmente, non c’è nessun paese dell’Unione Europea che sta messo peggio di noi da questo punto di vista.