Mediaset spicca il volo a Piazza Affari. Il Biscione prosegue nel rimbalzone iniziato dai minimi storici dello scorso 16 novembre mettendo a segno un balzo del 7,50% a 2,05 euro. Sul titolo del gruppo di Cologno Monzese, oltre alle promozioni delle case d’affari, pesa anche l’”effetto Berlusconi”. Da quando l’ex premier, lo scorso 6 dicembre, ha annunciato la sua nuova discesa in campo nell’arena politica l’azione Mediaset ha guadagnato circa 40 punti percentuali, oltre tre volte in più rispetto alla Borsa di Milano. Dai minimi storici di 1,166 euro il rimbalzo è ancora più significativo e supera i 70 punti percentuali.

Questa mattina il titolo si è quindi portato sopra la soglia dei 2 euro, lontano dai minimi di sempre ma anche dai 4 euro di inizio 2012. Un altro spiraglio di risalita è quindi possibile, anche se il bilancio 2012 non dovrebbe regalare sorprese: il gruppo controllato dalla famiglia Berlusconi, con ogni probabilità, chiuderà l’esercizio in rosso per la prima volta nella sua storia e, a detta di molti analisti, potrebbe anche pensare di non distribuire i dividendi.
 
Ieri, a far scattare gli acquisti sul titolo ci ha pensato un report di Credit Suisse che ha promosso a pieni voti l’azienda di Cologno alzando il giudizio a outperform dal precedente underperform. Il broker svizzero ha inoltre fissato il target price a 2,65 euro. Al centro del report un’analisi sulla raccolta pubblicitaria: “crediamo che il 2013 possa essere l’anno limite per la pubblicità in Italia”, hanno spiegato gli esperti nel report odierno dipingendo uno scenario rialzista sul potenziale di ripresa ciclica.

La pubblicità televisiva italiana ha appena subito il maggior calo da oltre 30 anni e l’analisi del broker elvetico ha mostrato “come il mercato dell’advertising possa crescere di oltre il 70% nel prossimo ciclo (2013-2020), che noi crediamo possa portare gli utili in Italia in rialzo di 5,6 volte le stime 2014-2020”.

Credit Suisse ha fatto notare anche le preoccupazioni che circondano Mediaset: la quota di mercato del gruppo e le pay-TV. “La market share nazionale di Mediaset è rimasta stabile nel corso degli ultimi nove anni, nonostante un calo del 35% della quota di audience. Il rischio è che la market share raggiunga questo declino di audience nel prossimo ciclo”. In più, “la pay-TV è vulnerabile ad un rafforzamento della competizione con New Corp proprietaria di Sky Italia, sia in termini di clienti sia in termini di contenuti premium e vediamo una portata limitata per una ripresa della redditività in questo settore”, hanno concluso gli analisti.