La notizia della sanzione da 103,794 milioni di euro che l’Antitrust ha inflitto a Telecom per aver “abusato della sua posizione dominante nelle infrastrutture di rete” echeggia su ogni canale informativo.
La compagnia di telecomunicazioni, ha scritto il Garante, “con due distinte condotte ha difeso le sue quote di mercato ostacolando l’offerta dei concorrenti alla clientela finale”. Telecom, danneggiando i concorrenti e, dunque, i consumatori finali, avrebbe messo in moto meccanismi che configurano così il reato di “abuso di posizione dominante”.

Posizione dominante. Un’impresa detiene una posizione dominante sul mercato quando ha quote molto importanti dello stesso così da potersi comportare “in modo significativamente indipendente dai concorrenti, dai fornitori e dai consumatori”. A specificarlo è l’Agcm, l’Autorità garante del mercato e della concorrenza, ricordando che la legge 287/90 (art.3) non vieta l’acquisizione di una posizione dominante in quanto tale, ma il suo abuso: fattispecie che si concretizza quando l’impresa sfrutta il proprio peso sul mercato di riferimento a danno dei consumatori impedendo ai competitors di operare sullo stesso.
Spesso, per essere presenti sul mercato in modo efficiente, ricorda il Garante, è anche necessario poter operare su larga scala o in più mercati e, ancora, un’impresa può raggiungere vaste dimensioni “offrendo prodotti che meglio di altri, per il prezzo e/o per la qualità, soddisfano le esigenze dei consumatori”: l’abuso scatta, dunque, quando le dimensioni raggiunte sono sfruttate per impedire ad altri attori del mercato di offrire i propri prodotti/servizi ai consumatori (alterando, di fatto, i principi della concorrenza e del mercato).
Se l’abuso, inoltre, comporta un pregiudizio per il commercio tra Stati Ue, l’Autorità ricorre alla normativa comunitaria (articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

Abuso di dipendenza economica. Il forte potere negoziale conquistato da un’impresa, sottolinea l’Agcom, può spingere questa non solo all’abuso di posizione dominante, ma anche all’abuso di dipendenza economica, fattispecie molto diversa dalla precedente ma anch’essa capace di minare i meccanismi della concorrenza e del mercato e di motivare, in determinate condizioni, l’intervento del Garante. “Si ha abuso di dipendenza economica – scrive l’Agcom – quando un’impresa è in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi. La dipendenza economica è valutata tenendo conto anche della reale possibilità, per la parte che abbia subìto l’abuso, di reperire sul mercato alternative soddisfacenti (Art. 9, legge 18 giugno 1998, n.192)”.

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