Il nostro premier ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma sul Jobs ActMatteo Renzi ha l’appoggio del governo tedesco sulla riforma del lavoro, non c’è nessun litigio“. La dichiarazione arriva direttamente da Berlino, per cui Angela Merkel appoggerà il nostro presidente del consiglio durante il vertice dell’Unione Europea sull’occupazione a Milano.

Dalla cancelleria si aggiunge anche che frau Merkel non lascerà il vertice in anticipo. La leader della Germania resterà fino al termine e terrà pure una conferenza stampa insieme a Matteo Renzi e ad al presidente francese François Hollande. Operazione ovviamente solo di facciata, giusto per dare l’impressione che i primi tre paesi dell’Europa abbiano una linea comune (fantascienza).

I tedeschi non vogliono “esprimere giudizi” su un provvedimento che deve ancora superare l’esame del parlamento, ma comunque non possono che considerare positivamente la semplificazione dell’”accesso dei giovani al lavoro“, perché rappresenta “un modo per combattere la disoccupazione giovanile“, anche se molto dipenderà “dagli strumenti che possono essere utilizzati. La questione è come implementare nel modo più efficace i mezzi a disposizione“.

Più criptici i giudizi sulla richiesta di flessibilità avanzata nei giorni scorsi dal governo italiano. Si ricorda che “il patto di stabilità e crescita è stato deciso insieme, non è una invenzione della Germania. Sono stati presi degli accordi, sarà la Commissione europea a valutare cosa sia possibile fare entro le regole concordate“. Qualcuno ci avrebbe visto un’apertura, Berlino potrebbe accettare il rinvio del pareggio di bilancio in cambio dell’approvazione del Jobs Act. Io non ne sono convintissimo.

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