Dal consiglio dei ministri di domani, nelle intenzioni di Matteo Renzi dovrebbe arrivare uno choc per rilanciare l’Italia. Del taglio del cuneo fiscale di 10 miliardi di euro abbiamo già detto in più di un’occasione… Alla fine i soldi dovrebbero essere puntati essenzialmente sulla riduzione dell’Irpef per le famiglie con redditi medio bassi, perché dovrebbero essere quelle che spenderebbero la maggior parte dell’aumento che si troverebbero in busta paga.

Il cuore della riforma promessa dal premier è il Jobs Act. Del provvedimento fa parte anche una riforma degli ammortizzatori sociali. Sarebbe – sulle coperture finanziarie il condizionale è d’obbligo – a costo zero e prevede una progressiva scomparsa della cassa integrazione in deroga. Dovrebbe essere sostituita da un sussidio di disoccupazione universale – ciò significa che verrebbero coperti per la prima volta tutti quelli che perdono lavoro.

Per averne diritto sarà necessario aver lavorato per almeno tre mesi, e avrà una durata pari al 50% dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni, con il limite temporale di due anni (contro un massimo di sei mesi per i lavoratori atipici). L’entità del sussidio sarà per tutti nell’ordine dei 1.100-1.200 euro al mese all’inizio del periodo di copertura per poi calare fino a 700 euro.

A questa forma di protezione si dovrebbe affiancare un assegno che dovrebbe coprire chi si trova in effettivo stato di bisogno dopo l’esaurimento del sussidio di disoccupazione – che si dovrebbe chiamare Naspi. All’intervento si potrebbe accoppia un sostegno a 400.000 famiglie povere per una spesa prevista di un miliardo e mezzo di euro all’anno (ma può darsi che ci sia un percorso progressivo di applicazione di questa mossa).

A costo zero è sicuramente la riforma dei contratti di lavoro. Si dovrebbe arrivare ad un contratto unico a tempo indeterminato al posto delle oltre 40 forme presenti. Niente articolo 18 per i primi tre anni (almeno). Il contratto di lavoro a tempo determinato sarebbe limitato ad alcuni settori, come i lavoratori stagionali. Si proverà anche a superare tutti i difetti della riforma Fornero che stabiliscono norme troppo stringenti.

Dovrebbe essere costituita anche un’Agenzia unica federale che dovrebbe assicurare un’offerta qualitativamente valida di lavoro agli under 25. Costo presunto del pacchetto? Una dozzina di miliardi. Coperture? Le ipotesi si sprecano, dalla spending review, ai risparmi sugli interessi relativi al debito, ai soldi che arriveranno dal rientro dei capitali… Ma conti precisi ancora non ce ne sono…

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