La Fiat ha conosciuto uno dei momenti peggiori della sua vita finanziaria nella giornata di martedì, quando a mercato chiuso, dopo l’annuncio sul crollo delle immatricolazioni, l’agenzia Fitch ha deciso anche di tagliarle il rating.Il crollo delle immatricolazioni è stato soltanto il primo dei punti negativi della giornata borsistica del titolo Fiat che martedì ha dovuto far fronte anche alla consapevolezza di aver perso una quota del mercato dell’auto.

A contrattazioni chiuse però è arrivata la scure dell’agenzia di rating Ficht che ha deciso di tagliare il rating del titolo. La causa di questo downgrade è da cercare nell’alleanza con la Chrysler e nella situazione creditizia dell’azienda.

Nel dettaglio, l’agenzia americana ha declassato il rating di lungo periodo, portandolo da Bb a Bb+.

L’outlook è rimasto negativo. Leggermente  migliore la valutazione del rating sul breve periodo che resta fissa al livello “B”.

Sotto la lente d’ingrandimento di Ficht, spiega il suo senior director Emmanuel Bulle, è finito il profilo di credito della Chrysler. A quanto pare la parte americana del colosso automobilistico guidato da Marchionne, ha un profilo di credito debole.

Quindi la Fiat, dalla fusione, potrà ottenere un giovamento soltanto sul lungo periodo.

Per questo si attendono delle risposte dalla Fiat in termini di piano industriale, progetti nuovi per l’Italia e gestione dell’integrazione con Chrysler.