E’ Mario Draghi l’uomo dell’anno 2012 secondo il Financial Times. L’autorevole quotidiano britannico ha definito il governatore della Bce “l’italiano determinato che ha salvato l’euro”, citando la frase della riunione Bce di luglio, in cui il numero uno dell’Eurotower ha affermato che quel che Francoforte avrebbe fatto per salvare la moneta unica sarebbe stato sufficiente.

Dopo il raggiunto accordo sulla creazione dell’SSM, l’organismo di supervisione unica sulle banche europee, che fa capo alla stessa Bce, l’ex governatore di Bankitalia auspica per l’Unione Europea la creazione di un meccanismo unico con poteri di intervento diretto sugli istituti di credito in difficoltà. Un meccanismo che, secondo Draghi, probabilmente sarà in funzione entro il 2014, quando entrerà in vigore l’SSM, ma per la cui creazione saranno fondamentali le opinioni di Francia e Germania.

I due Paesi non vedono infatti di buon occhio l’imposizione di nuovi pesi sulle spalle dei contribuenti nazionali per il salvataggio di banche straniere poco virtuose. Il meccanismo di intervento “potrebbe non ricadere sulle spalle dei contribuenti, ma deve essere strutturato in modo che coloro che sono responsabili del fallimento delle banche ne portino il peso”, ha dichiarato il cancelliere Merkel a Bruxelles.