Mario Draghi è intervenuto oggi in una lettura alla Suerf Conference organizzata dalla Bundesbank a Francoforte e ha colto questa occasione per lanciare nuovi messaggi ai mercati. Uno di questi è che la Bce “non si arrenderà davanti alla bassa inflazione“, e “i rischi che potrebbero scaturire dall’agire troppo tardi superano i rischi che potrebbero arrivare dall’agire troppo presto“.

Visto che ci sono “forze che cospirano per tenere bassa l’inflazione” e che possono “rallentare il ritorno dell’inflazione ai nostri valori obiettivo“, tocca alle “banche centrali” agire “entro il proprio mandato“, anche se questo “nell’area euro, può creare sfide diverse da quelle poste in altre giurisdizioni. Ma queste sfide possono essere mitigate E non giustificano l’inazione” – visto poi che “i rischi di agire troppo tardi sono superiori a quelli di agire troppo presto“. A spingere la Bce a promuovere nuove misure espansive c’è anche la recente mossa della Banca centrale del Giappone (BoJ), che ha tagliato i tassi sui depositi portandoli in territorio negativo. L’atteggiamento accomodante della BoJ in un certo modo produce l’attesa di una risposta del presidente della Bce in senso espansivo.

Nella sua lettura a Francoforte, Mario Draghi è tornato a battere anche su un tasto caro al Tesoro italiano: “manca ancora un accordo sul terzo pilastro dell’Unione Bancaria, la garanzia sui depositi, che è un elemento essenziale per una vera moneta unica. Per questa ragione è benvenuta la proposta della Commissione Ue di introdurre un meccanismo di garanzia europeo sui depositi“.

Il peso delle parole di Mario Draghi è ancora più pesante se si considera che le ha pronunciate in un evento organizzato dalla Bundesbank, il nido dei ‘corvi’ guidati dal governatore tedesco Jens Weidmann che durante tutto il mandato del governatore italiano ha cercato di frenare le politiche espansive della Bance centrale europea. L’unica concessione che il governatore della Bce ha dato loro e l’ammissione che dietro le nuove misure espansive c’è “il rischio di effetti collaterali“.