Nessun cambio al vertice dell’Acea: Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, rimarrà presidente. L’annuncio arriva dal Salone dell’Auto di Parigi, dopo i recenti scontri consumati tra il top manager e Volkswagen e dopo che ieri lo stesso Marchionne aveva minacciato l’uscita della società torinese dall’associazione qualora il consiglio direttivo avesse chiesto le sue dimissioni, dopo la disputa sulla sovraproduttività degli stabilimenti europei. Clima distensivo anche nei confronti della casa automobilistica tedesca. L’Ad del Lingotto, uscendo insieme all’amministratore delegato del colosso teutonico, Martin Winterkorn, dalla riunione dei costruttori europei ha detto che i due hanno risolti i contrasti e che ora sono buoni amici.

 

 

Su un eventuale Monti-bis Marchionne ci mette la firma. Un secondo mandato per il governo guidato del professore sarebbe un passo avanti per il Paese, toglierebbe molta incertezza e sarebbe credibilità all’Italia.

 

Ieri il manager italo-canadese si era espresso sulla crisi della Fiat, dichiarando che sarà gestita senza aiuti né dall’Italia né dall’Europa e che senza Chrysler in Europa si sarebbero sofferte le pene dell’inferno. Marchionne ha dato anche un barlume di speranza: la società torinese potrebbe limare le perdite nel Vecchio Continente nel 2013 rispetto ai 700 milioni di euro previsti per quest’anno. Molto dipenderà dall’andamento delle guerra dei prezzi, ha aggiunto il manager italo-canadese, anche se c’è la possibilità che il mercato europeo abbia toccato il fondo e possa stabilizzarsi su questi livelli.

 

Sempre ieri è giunta la notizia che l’interesse della Volkswagen per l’Alfa Romeo è ancora vivo. Parola del presidente della casa tedesca, Ferdinand Piech, presente ieri alla festa di presentazione dei nuovi modelli Volkswagen che saranno protagonisti al Salone dell’Auto di Parigi. Solo pochi giorni fa Marchionne aveva dichiarato che il marchio Alfa Romeo non è in vendita.