Il Ceo di Fiat/Chrysler Sergio Marchionne ed il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, si sono finalmente incontrati – a quanto sembra prima della pausa pranzo a Maranello (ma altre fonti parlano di un rendez vous nel pomeriggio). Dopo il siluro lanciato domenica dall’amministratore delegato, e le dichiarazioni di fuoco di Della Valle contro Marchionne è finito il tempo delle parole. Non si sa infatti cosa si siano detti i due manager.

Per questo abbondano le ricostruzioni, dalla buonuscita che toccherebbe a Montezemolo – si va dai 14 ai 300 milioni che dovrebbero comunque essere versati nel giro di una ventina d’anni -, ai nomi che dovrebbero succedere al presidente della Ferrari – dal presidente della Juventus Andrea Agnelli, allo stesso Marchionne e a John Elkann.

L’unica cosa probabile è che l’intenzione sarebbe quella di “normalizzare” la Ferrari, integrandola maggiormente nel gruppo Fiat, come accade alla Lamborghini all’interno del gruppo Wolkswagen – e questa soluzione sembra piacere ai mercati visto che hanno reagito alle dichiarazioni di Marchionne facendo crescere il titolo Fiat. A quanto sembra, lo stesso Montezemolo si aspettava questa soluzione, e per questo aveva già confidato ad amici che nel 2015 se ne sarebbe andato dalla Ferrari.

Ora sembra essere arrivata un’accelerazione. Forse i vertici Fiat/Chrysler vogliono arrivare alla normalizzazione prima della quotazione a Wall Street

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