Viale Sarca, una volta il cuore dell’industria meccanica di Milano. Oggi le fabbriche sono quasi del tutto sparite. L’enorme complesso di Ansaldo e Breda da diversi anni è stato trasformato in uffici, centri commerciali e condomini. A quanto pare fra poco se ne andrà un altro pezzo: la Marcegaglia Buildetch.

Due ore e mezza di occupazione del viale da parte dei lavoratori che rischiano di trovarsi praticamente a casa: è la sintesi di un triste 15 aprile. L’azienda di cui è amministratore delegato Emma Marcegaglia ha informato i sindacati dell’intenzione di chiudere lo stabilimento di Milano e trasferire impianti, produzione e i 169 lavoratori alla fabbrica di Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria.

La Marcegaglia (foto by InfoPhoto), ex presidente della Confindustria e recentemente nominata presidente dell’Eni dal Governo di Matteo Renzi, ha puntualizzato agli organi di stampa che “Non è una chiusura di attività ma un trasferimento di azienda“.

Non è così ottimista la Fiom. Il sindacato metalmeccanico della Cgil spiega in un comunicato: “Così, dopo aver licenziato i lavoratori di Taranto che operavano nel settore del fotovoltaico e pannelli, il già presidente di Confindustria oggi presidente di Eni (la professionalità va premiata….) oggi decide di trasformare la fabbrica milanese in area dismessa. Un’area che, guarda caso, si trova al centro di una zona assai gettonata dal punto di vista edilizio“.

Il comunicato della Fiom si conclude aggiungendo: “Ma gli operai della Marcegaglia Buildtech non hanno alcuna intenzione di subire in silenzio la chiusura della fabbrica e i licenziamenti e alla notizia dell’annuncio aziendale hanno deciso di organizzarsi. Da questo momento i lavoratori sono in assemblea permanente“.