Così come l’Italia e la Spagna, anche la Francia e il Portogallo hanno varato in questi giorni la loro manovra economica d’autunno. Tutti i paesi citati sono stati concordi nel definire una linea d’intenti che passa attraverso il taglio della spesa pubblica e l’aumento delle tasse

La manovra italiana vale 11,6 miliardi di euro circa e quella spagnola circa 40 miliardi, ma cosa hanno pensato invece la Francia e il Portogallo?

La Francia ha approvato un piano di misure economiche per circa 30 miliardi di euro, di cui 20 miliardi arriveranno dall’introduzione di nuove tasse a “discapito” dei cittadini con un reddito più alto e delle imprese con maggiore fatturato. I tagli alla spesa pubblica dei nostri vicini di casa ammontano a circa 10 miliardi di euro che saranno carpiti soprattutto dal riordino del settore della difesa e degli enti locali.

L’obiettivo della Francia che ha firmato come tutti i paesi dell’Eurozona un Patto di stabilità, è quello di portare il rapporto tra deficit e Pil sotto la soglia del 3 per cento. 

Per quanto riguarda il Portogallo, gli analisti lo definiscono uno dei paesi più restrittivi d’Europa, forse perché deve far fronte ad una crisi più importante che nel 2011 ha portato il paese a chiedere circa 78 miliardi di euro di aiuti. La legge finanziaria portoghese è basata per l’80 per cento sull’aumento delle tasse sui cittadini. Per il resto si prevede una riduzione del 2 per cento del numero dei dipendenti pubblici cui non sarà più erogata la tredicesima mensilità.