L’Italia e la Spagna, entrambe in crisi, sono state per molto tempo accomunate, tanto che molti pensavano che sia Madrid che Roma potessero presto arrivare a chiedere aiuto all’Europa. Fortunatamente, fino a questo momento, il nostro paese può dirsi salvo. 

Italia e Spagna, come anche Portogallo e Francia, hanno messo a punto, in questi mesi, delle leggi finanziarie che hanno intenzione d’insistere sull’aumento delle tasse e sui tagli alla spesa pubblica. Queste le linee d’intervento principali, cui si uniscono dei provvedimenti particolari.

L’aumento delle tasse è stato definito dall’incremento della tassazione sui redditi delle persone fisiche e dalla crescita dell’imposta sul valore aggiunto. L’obiettivo di tutte le finanziarie è il raggiungimento del pareggio di bilancio “strutturale”, una soglia definita dalla Commissione Europea.

In Italia, la manovra, vale circa 11,6 miliardi di euro e dopo il retrofront su Irpef ed Iva, si fonda tutta sul riordino delle agevolazioni fiscali, sul blocco degli stipendi per i dipendenti pubblici, sui tagli alla sanità e quant’altro possa riportare alla parità il rapporto tra deficit e Pil.

La manovra della Spagna, invece, vale 40 miliardi di euro ed ha come obiettivo principale quello di aumentare del 4,5 per cento il Pil. Aumento dell’Iva e taglio della spesa pubblica, anche in questo caso, sono considerati fondamentali.