Obama si trova ad affrontare una crisi economica senza precedenti che rischia di coinvolgere i mercati americani e non solo. Dopo aver dovuto giustificare agli elettori la battuta d’arresto nel settore occupazionale, adesso sono le agenzie di rating il prossimo scoglio del governo americano.

Obama aveva pensato di arrivare ad un accordo anche con l’opposizione ed era stato previsto un incontro tra i vertici di maggioranza e opposizione per trovare una soluzione all’aumento del debito e riprogrammare l’economia prima della fine dell’estate.

La spada di Damocle, infatti, è rappresentata dalle agenzie di rating che promettono di declassare i titoli americani se non vedranno miglioramenti immediati.

Ma qualcosa dev’essere andato storto tra i leader degli States perché Obama, nella serata di venerdì, ha detto che il Presidente della Camera John Boehner ha rotto il negoziato.

La manovra economica pensata dal presidente, si proponeva di andare a recuperare denaro con tagli alla spesa, al sistema previdenziale e sanitario e mettendo le mani nel portafoglio dei cittadini più ricchi.

Il problema restano le agenzie di rating, in particolare la Standard and Poor’s e la Moodys che vorrebbero effettuare un downgrading dalla tripla A alla doppia A+ dei titoli Americani. Sarebbe la prima volta nella storia del Paese.