La manovra economica che in parte aveva “terrorizzato” l’opinione pubblica con la paura reale che fosse aumentata l’Iva a fronte di una riduzione, minima, dell’Irpef, è stata messa a soqquadro ed ora, quello che se ne ottiene, è un testo molto più paco e blando. 

Il Governo ha raggiunto un accordo con Pd, Pdl ed Udc per la riscrittura del testo della manovra economica per il nostro Paese. Alla fine, tutti i provvedimenti più discussi, dall’aumento dell’Iva al taglio dell’Irpef, sono stati rimessi in discussione. Adesso è pronto un nuovo testo.

La legge di stabilità non è più la stessa, ne sono stati modificati alcuni punti essenziali. A raccontarlo è il ministro dell’economia Grilli che sembra aver trovato un accordo con Baretta del Pd, Brunetta del Pdl e con Ceccanti dell’udc che sono stati i relatori del provvedimento e del disegno di legge.

La maggioranza che sostiene Monti, quindi, ha proposto al governo qualche cambiamento: per esempio è stata fatta retromarcia sulla riduzione di un punto percentuale dei primi due scaglioni con le aliquote Irpef al 23 e al 27 per cento.

Con i soldi che il Governo percepirà in più, si potrà evitare l’aumento di un punto percentuale dell’Iva e soprattutto dovrebbe essere finanziato il taglio delle tasse sul lavoro a favore dei redditi dei lavoratori.