Come ho scritto qualche giorno fa, il 18 settembre la Bce aprirà i suoi rubinetti. Quanti soldi arriveranno alle banche italiane con la prima iniezione di liquidità? Di conti ufficiali ancora non ce ne sono… Secondo le stime de Il Sole 24 Ore le banche italiane avrebbero chiesto più di 50 miliardi di euro.

Secondo i conti fatti, con il primo degli otto Tltro (Targeted long-term refinancing operations), le banche italiane – compresa la Cassa depositi e prestiti – potrebbero chiedere complessivamente 75 miliardi di euro. Ovviamente le grandi banche faranno la parte del leone, con i 17 miliardi di Intesa Sanpaolo, e i 15 di UniCredit, ma anche gli altri gruppi non sono da meno, visto che è un’ottima occasione per portarsi a casa risorse fresche a prezzi di saldo (0,25%) e a scadenza quattro anni – ma dovranno essere impiegate nell’economia reale sennò bisognerà restituirle.

I soldi che si possono chiedere sono legati allo stock degli impieghi registrati – il limite fissato è del 7% di questo valore, e nel conto non rientrano i mutui immobiliari per evitare nuove bolle nel settore – al 30 aprile di quest’anno. E lo stesso percorso verrà seguito per la seconda Tltro prevista per il mese di dicembre.

Tra gli istituti di credito, c’è anche chi attenderà il mese di dicembre per chiedere soldi alla Bce, come Ubi banca, che chiederà i suoi 3 miliardi nella seconda iniezione di liquidità. Il problema come spiega il consigliere delegato Victor Massiah “resta la domanda di credito sano, che per ora resta limitata“.

Chi non presta questi soldi, non solo non potrà partecipare alle successive Tltro, ma dovrà anche restituire quanto ricevuto alle nuove Tltro – a partire dal mese di settembre del 2016.

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