La manovra economica portata avanti dal ministro Tremonti e caldeggiata in tutta Europa, promette di andare a pescare fondi un po’ ovunque per esempio impiegando risorse nella lotta all’evasione fiscale.

In questo solco s’inserisce l’aumento Ires.In pratica nella manovra di ferragosto si cerca di combattere gli evasori portando alla luce tutte le società di comodo che sono usate dai “super ricchi” per usufruire di beni di lusso a prezzi agevolati.

Tra gli altri provvedimenti anche l’inasprimento delle sanzioni per chi non ha versato le rate delle sanatorie del 2002.

Torniamo un attimo all’Ires. L’acronimo indica l’Imposta sul reddito delle società.

L’aliquota applicata sale dal 27,5 per cento al 38 per cento. Un aumento consistente, di oltre 10 punti percentuali che non può essere eluso.

In pratica né aderendo ad un consolidato fiscale, né applicando il regime di trasparenza fiscale, le società potranno ridurre la pressione dell’Ires compensandola con perdite ed oneri deducibili.

In più se le società che pagano l’Ires dichiarano per tre anni consecutivi di essere in perdita o di avere un reddito inferiore a quello “minimo”, il fisco le considererà non operative per il periodo d’imposta successivo.

Questo è il provvedimento che vuole colpire le società di comodo.