In caso di mancato versamento, totale o parziale della TASI entro il termine previsto dalla normativa (16 giugno per l’acconto TASI, 16 dicembre per il saldo), è possibile sanare la propria situazione fiscale ricorrendo al ravvedimento operoso che consente di beneficiare di sanzioni ridotte in modo proporzionale alla tempestività del pagamento.

Ravvedimento operoso

Entrando nel dettaglio, il ravvedimento operoso prevede le seguenti sanzioni ridotte, che si aggiungono a quanto dovuto e agli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale:

  • una mini sanzione dello 0,1% (1/10 della sanzione base) per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni dalla scadenza (ravvedimento sprint);
  • oltre i 14 giorni e fino ai 30 di ritardo (ravvedimento breve) si paga l’1,5% (1/10 del 15%);
  • dopo il 30° giorno di ritardo fino al 90° giorno (ravvedimento medio) la sanzione è pari all’1,66% (1/9 del 15%) dell’importo da versare;
  • successivamente dal 91esimo giorno e l’anno (ravvedimento lungo) la sanzione sale al 3,75% (1/8 del 30%).

Cartella esattoriale

Nel caso in cui si superi l’anno, ovvero si vada oltre la scadenza ultima prevista per l’anno successivo a quello in cui è stata compiuta la violazione, nel caso specifico della TASI a partire dal 17 dicembre 2017, verrà applicata una sanzione del 30% e probabilmente si riceverà una cartella esattoriale dell’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate-riscossione che da giugno sostituirà Equitalia, il noto ente di riscossione recentemente abolito. Ricordiamo infine che, in caso di cartella esattoriale, oltre all’imposta dovuta, sanzioni ed interessi, l’ente di riscossione addebita al contribuente anche le spese di notifica.