La Penisola iberica sta affrontando una dura crisi economica che sul paese sta avendo un effetto davvero inaspettato. Non per gli osservatori esterni che in Europa aveva additato la Spagna e l’Italia come anelli deboli del sistema della moneta unica. La Spagna, il 4 aprile, ha collocato titoli di Stato per un valore di 2,59 miliardi di euro. Un dato che preso singolarmente non fa tanto effetto, ma se paragonato con il limite minimo prefissato dal Ministero del Tesoro spagnolo, dà l’idea del fallimento dell’operazione.

Il fatto che ci si aspettava di collocare titoli per 2,5 miliardi di euro e ne siano stati piazzati sul mercato soltanto 2,59 miliardi, vuol dire che gli investitori esterni non credono abbastanza nella ripresa economica della Spagna.

In più c’è da considerar che i tassi d’interesse sulle nuove obbligazioni sono saliti rispetto al passato. Si regista un aumento del tasso d’interesse sui bond a 3, 4 e 8 anni. Il tasso per i titoli a 3 anni è passato dal 2,44 al 2,89 per cento, quello sui bond a 4 anni è passato dal 3,38 al 4,32 e e quello dei bond a 8 anni dal 5,15 al 5,33%.

Questi risultati hanno avuto un effetto immediato sullo spread che si era tenuto nei giorni precedenti all’asta a quota 350 punti, ma è schizzato in poche ore fino a 380 punti. Hanno contribuito alla pessima giornata “finanziaria” anche le notizie sulle manovra finanziaria da 27 miliardi di euro e l’organizzazione dell’ottavo sciopero generale.