Continua la grande fuga da Malpensa.
Nonostante le rassicurazioni arrivate solo nelle scorse settimane, con il governo intenzionato a riportare lo scalo varesino al centro delle politiche di rilancio del Paese (Malpensa contro Linate: in ballo il futuro dell’Italia che vola e non solo), sembra che nessuno voglia puntare sul rilancio dello scalo della Brughiera.
La stessa Repubblica ha intitolato un articolo del fine settimana “AirOne tradisce Malpensa e taglia il 25% dei suoi voli“.
Non c’è molto da aggiungere se non che dietro questa scelta apparentemente priva di senso c’è qualcosa che va oltre la strategia aziendale.

Alitalia ha cancellato le rotte di AirOne per Bari, Brindisi, Palermo e Londra Gatwick dallo scalo della brughiera a partire da fine ottobre.
Una stretta del 25 per cento circa dell’offerta su Malpensa della smart carrier di Cai, per circa 500 mila passeggeri all’anno tolti allo scalo. AirOne di fatto taglia a Malpensa i voli che ha già a Linate.

“L’aeroporto di Malpensa è ormai vittima di un processo di ridimensionamento sistematico. Se non si invertirà rapidamente questa tendenza, arriveremo a una gravissima crisi di Sea con buona pace di tutti coloro che si stanno affannando attorno all’ingresso in borsa della società” ha dichiarato in merito il segretario generale della Uil della Lombardia Walter Galbusera.

Un’interpretazione largamente condivisa dal popolo della rete è che il taglio di Air One sia una chiara risposta di Alitalia contro le ventilate ipotesi di ridimensionamento di Linate. Un messaggio per il ministro Passera che se dovesse continuare su questa strada dovrebbe affrontare il problema di nuovi esuberi.