Il senato della Francia ha approvato nella seduta del 14 novembre la cosiddetta “Tassa sulla Nutella”. Si tratta di un aumento dell’ammontare di 300 euro a tonnellata(oltre ai 98,74 attuali) sull’olio di palma. Questo è uno degli ingredienti fondamentali della famosa crema prodotta dalla Ferrero, che ne ha fatto una multinazionale del Made in Italy. Equivale a circa 6 centesimi al chilo. Questa legge comporterebbe un incremento nelle casse statali di 40 milioni l’anno. Ovviamente non è solo la Ferrero ad utilizzare questo tipo di olio. Ma la penetrazione nel mercato francese della Nutella (85% del settore) è tale da poter considerare questa tassa come studiata appositamente per colpire l’azienda italiana. I pretesti usati dall’inventore di questo emendamento alla legge finanziaria dello Stato transalpino, il socialista Yves Daudigny, sono l’elevato impatto che l’olio di palma avrebbe sul colesterolo, e la tesi che i grandi produttori stiano distruggendo le foreste in Malesia e Indonesia per fare posto alle colture.

La Ferrero ha ribattuto alle accuse puntualizzando la non correttezza delle argomentazioni nutrizionali: l’olio di palma non contiene i grassi dannosi, che sono quelli idrogenati. Il danno è soprattutto d’immagine. Per questo l’azienda piemontese ha deciso di predisporre una campagna d’informazione in difesa dell’olio di palma.

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