Anche l’olio Sagra cambia bandiera ed un altro pezzo del made in Italy, quello agroalimentare, passa in mani straniere.
La maggioranza del gruppo toscano Salov, proprietario di marchi quali Sagra e Filippo Berio, è passata infatti sotto il controllo della cinese Yimin, sussidiaria del gruppo Bright Food (di proprietà dello Stato cinese al 100%), che di recente ha acquisito l’australiana Manassan Food, l’inglese Weetabix  e l’israeliana Tnuva.
La transazione, perfezionata in questi giorni dopo l’intesa di massima trovata lo scorso luglio (ed una trattativa durata circa un anno), prevede che il colosso alimentare orientale (giro d’affari di 17,3 miliardi di dollari) con sede a Shanghai subentri alla famiglia Fontana nel controllo della Salov, con gli storici azionisti che tuttavia manterranno delle quote di minoranza, a conferma del proprio impegno ad accompagnare la crescita dell’azienda anche su scala internazionale.

Con il passaggio di consegne della proprietà del gruppo Salov alla Yimin, sottolinea Coldiretti, il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano finiti in mano straniere dall’inizio della crisi supera ormai i 10 miliardi di euro.
Il mercato dell’olio d’oliva made in Italy in particolare, evidenzia l’associazione, è sempre più straniero, viste le precedenti acquisizioni di Sasso, Bertolli e Carapelli da parte del fondo statunitense Cvc Capital Partners.
Ma non è solo l’olio a far gola alle multinazionali del settore alimentare.
L’antico Pastificio Lucio Garofalo, ricorda ad esempio Coldiretti, ha siglato quest’anno un preliminare per la cessione del 52% del capitale sociale agli spagnoli di Ebro Foods, attivi nei comparti riso, pasta e condimenti, che lo scorso anno hanno acquisito il 25% della proprietà del riso Scotti dalla stessa famiglia pavese.

“I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica – conclude Coldiretti dopo aver stilato un nutrito elenco di marchi agroalimentari italiani passati sotto il controllo straniero negli ultimi 10 anni - investono invece nell’agroalimentare nazionale perché, nonostante il crollo storico dei consumi interni, fa segnare il record nelle esportazioni. E ciò grazie all’immagine conquistata dal Made in Italy con i primati nella sicurezza, nella tipicità e nella qualità” (foto by InfoPhoto).