Continua la polemica dopo le parole di Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, durante un’intervista rilasciata a SkyTg24 in merito ai provvedimenti previsti dalla nuova spending review pensata dal governo: “Una cosa è stare sul mercato, una cosa è una scelta politica. Lo Stato può fare quello che desidera, sconterà che una buona parte di manager vada via. Questo lo deve mettere in conto“.

La risposta più dura nei confronti dell’AD di Ferrovie dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi: “Credo che se un manager ha voglia di andare via è libero di trovare sul mercato chi lo assume a uno stipendio maggiore. È un manager efficiente del nostro Stato, ha dimostrato di aver lavorato bene, ma se il padrone, in questo caso lo Stato decide che rispetto a quello stipendio bisogna dare un segnale anche nella direzione dei cittadini (perché circa 50mila euro al mese non mi sembra che siano oggettivamente pochi), giustamente siamo in un mercato libero e credo che se Moretti ha altre offerte, se vuole andare alle Ferrovie tedesche, lo può fare tranquillamente”.

Anche dal sindacato arrivano parole dure nei confronti di Moretti, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha dichiarato: “È molto bravo e facilmente si irrita. Deve avere più pazienza di questi tempi, perché la gente soffre e lui deve capire che i segni sono importanti”. (foto by InfoPhoto)

“Un tetto ci vuole, non c’è dubbio” ha affermato invece il segretario della Cgil, Susanna Camusso, rispondendo a una domanda sugli stipendi dei manager, e sul “caso Moretti”, “Non intendo discutere delle retribuzioni dei singoli noto che in questi anni sono progressivamente diminuite le retribuzioni dei lavoratori e si è alzato il valore delle retribuzioni degli alti manager. Ricostruire una forbice più ragionevole partendo da un innalzamento dal basso mi sembra la cosa migliore”.