L’Unione Europea ha bloccato 600 milioni di rimborsi alla Sicilia per le troppe irregolarità e carenze nel sistema di gestione e controllo. A comunicarlo con una lettera al presidente della regione Raffaele Lombardo è stato il direttore generale della Commissione europea per gli affari regionali, Walter Deffaa, braccio operativo del commissario competente, l’austriaco Johannes Hahn.

Nel mirino la carenza dei sistemi di controllo

Nel mirino della Commissione europea, secondo quanto anticipato dal Giornale di Sicilia, sono gli investimenti effettuati dagli assessorati alle infrastrutture, all’economia, alla salute e per la protezione civile. Un portavoce dell’esecutivo comunitario ha spiegato all’Ansa che “la Commissione ha riscontrato l’esistenza di gravi carenze nella gestione e nel sistema di controllo dei programmi operativi” sotto osservazione. Una situazione, ha aggiunto, che “colpisce l’affidabilità delle procedure di certificazione dei pagamenti” e rispetto alla quale “non sono state prese misure correttive. Fino a quando queste gravi carenze non saranno state risolte, i pagamenti non riprenderanno”.

Lo stop di Bruxelles riguarda il rimborso, attraverso i fondi strutturali messi a disposizione dall’Ue, di spese per 600 milioni di euro già effettuate dalla Regione tra la fine del 2011 e il mese scorso. In particolare 200 milioni sarebbero stati spesi tra ottobre e dicembre 2011 e altri 400 da gennaio a giugno scorso. Non si tratta, però, di una doccia fredda. Lo scorso 6 gennaio, infatti, Bruxelles aveva inviato all’Italia una lettera di avvertimento per chiedere di chiarire la situazione sull’impiego di 198 milioni di euro entro sei mesi. Il termine è scaduto il 6 luglio scorso e le conseguenze del mancato chiarimento non hanno tardato ad arrivare.