Quando parliamo di minerali, vengono sempre in mente le miniere in cui si effettua l’estrazione di una serie di pietre preziose e non solo. In realtà questo settore è molto più complesso e sembra che nell’ultimo mese abbia visto all’orizzonte lo spettro della crisi.

Adesso, in modo definitivo, si può parlare della crisi del settore minerario, almeno stando ai dati che arrivano dai report di luglio. Nell’ultimo mese, per le imprese minerarie australiane, in Borsa, non sono arrivate delle buone notizie.

I mercati, soprattutto nella zona orientale, sono ancora congelati dall’idea che l’economia cinese avanzerà molto lentamente, che non ci sarà crescita su quel fronte. Per questo, anche se la Bhp Billiton che è un’azienda importante del settore, parla di produzione record, per infiammare i mercati ci vuole ben altro.

Gli investitori restano infatti molto timorosi e guardano con sospetto anche la riduzione del prezzo dei minerali ferrosi che oggi si acquistano per 130 dollari alla tonnellata. Il costo non era così basso dal novembre dell’anno scorso.

L’effetto di questa situazione in borsa è stato un calo della quotazione di Bhp, sotto il livello minimo fatto registrare nel marzo del 2009. Le altre aziende minerarie non sembrano navigare in buone acque. Per esempio sono ai minimi storici anche le quotazioni di Rio Tinto e Fortescue Minerals.