Al nuovo prestito T-Ltro della Bce hanno aderito 255 banche europee, per un ammontare complessivo di 82,6 miliardi di euro.
Una somma sotto le attese, orientate su una cifra superiore ai 100 miliardi (rispetto ai teorici 200 messi a disposizione da Francoforte per questa prima tranche), concessa, sotto forma di prestito al tasso dello 0,15% con scadenza a 4 anni, in proporzione agli impieghi che le banche avevano in bilancio alla data del 30 aprile.
La Banca centrale europea ha specificato, inoltre, che erano 382 le controparti in grado di attingere ai fondi del primo nuovo Targeted long term refinancing operation (il prossimo è in agenda il 9 dicembre), rappresentanti 1.372 istituti di credito.
Le banche italiane hanno sottoscritto 23 miliardi di euro, pari a circa il 28% del totale.

Per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, gli istituti nostrani dovrebbero arrivare ad ottenere complessivamente 37 miliardi, compresa la tranche di dicembre, mentre il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha di recente sostenuto che le banche italiane potranno attingere in totale, comprese le altre tranche dei nuovi finanziamento Ltro in programma fino al 2016, ad oltre 200 miliardi, con un potenziale effetto positivo sull’economia compreso tra lo 0,5 e l’1% del Pil nazionale.
Tra i principali istituti di credito italiani, non hanno partecipato alla prima assegnazione del prestito Ubi Banca, Popolare di Vicenza e Banca Popolare di Milano, che dovrebbero invece partecipare, sembra, alla prossima asta.