La dichiarazione dei redditi precompilata che debutterà il prossimo anno, la limitazione dell’utilizzo del contante e l’eventuale sottoscrizione da parte della Svizzera dell’accordo di cooperazione con l’Italia per sbloccare le indagini patrimoniali e finanziarie in chiave internazionale dovrebbero dare una decisa svolta alla lotta all’evasione fiscale nel nostro Paese.
È quanto sostiene il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in una lunga intervista al Corsera pubblicata dal quotidiano lo scorso lunedì.

La dichiarazione dei redditi precompilata, ha dichiarato Rossella Orlandi al quotidiano di via Solferino, sarà “una rivoluzione per quasi 20 milioni di contribuenti. Molte di queste dichiarazioni, un quarto, non dovranno neanche essere integrate. Le altre possono essere perfezionate, come ad esempio con il conteggio delle detrazioni, ricorrendo agli intermediari. Con una novità, però, perché saranno i Caf, i commercialisti che fanno quelle dichiarazioni a rispondere degli eventuali errori. Molti italiani saranno finalmente liberi dalle tasse”.
Alla domanda sull’efficacia della limitazione dell’utilizzo del contante come mezzo di contrasto all’evasione fiscale, il neodirettore delle Entrate ha sostenuto che “questo è dimostrato da tantissimi studi. All’estero si paga con la carta anche il caffè, ma all’estero non è che tutti gli oneri della moneta elettronica siano in carico ai commercianti, come da noi”, mentre per quanto riguarda l’esistenza del segreto bancario in Italia, ha ricordato che “le indagini patrimoniali e finanziarie si possono fare. La collaborazione internazionale sull’evasione è diventata molto forte ed in ambito europeo resistono solo poche nicchie, per poco tempo. Se la Svizzera dovesse firmare l’accordo di cooperazione con il governo italiano, avremmo chiuso il buco”.