Siamo alle solite. Ci stiamo avvicinando alla chiusura della legge di Stabilità e su molti punti della Finanziaria non sappiamo ancora come finirà la storia. Uno di questi punti è l’Imu sui terreni. Doveva essere rinviata, ma ora non si sa più.

Un altro nodo problematico è rappresentato dal destino fiscale dell’abitazione principale. Come forse molti di voi ricorderanno, il tetto di aliquota al 2,5 per mille (o al 3,3 se il comune vuole introdurre detrazioni alla Tasi), è in vigore solo per quest’anno.

Nel 2015 la Tasi – che dovrebbe essere sostituita dalla Local Tax – potrebbe avere un’aliquota fino al 6 per mille. Tradotto in soldoni significa che il proprietario di un bilocale da 60.000 euro, dopo aver pagato 40 euro di Imu nel 2012, e 150 di Tasi quest’anno, potrebbe ritrovarsi a pagare 360 euro di tasse sulla casa.

Il risultato finale sarebbe quello di un’imposta che potrebbe arrivare ad avere un gettito sulla prima casa di 10 miliardi – contro i 4 attuali. E il rischio aumenti non è virtuale, visto che Bologna ha già stabilito un’aliquota Tasi del 3,3 per mille per l’anno in corso e del 4,3 per mille per il 2015.

Il governo Renzi vorrebbe replicare il tetto alle aliquote già stabilito per l’anno in corso, ma bisogna trovare i 625 milioni di aiuti che erano stati garantiti nel 2014. Una soluzione non semplice che ha portato a rinviare la questione tasse sulla casa a dopo la legge di Stabilità.

Intanto sembra tramontare il rinvio in extremis la proroga dell’Imu sui terreni agricoli. Il solito terrificante pasticcio all’italiana. In teoria, milioni di italiani dovrebbero pagare l’imposta entro martedì. Si fa strada uno stop sulle sanzioni, ma anche su questo tema la confusione è massima.

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