Sta arrivando la Local Tax perché il governo Renzi vuole dire basta all’”obbrobrio Imu e Tasi” che l’attuale esecutivo avrebbe ereditato da chi è arrivato prima di loro. Il problema è che il nuovo che avanza ricorda molto il passato. Lo ha spiegato a chiare lettere il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta “Se local tax deve essere che lo sia fino in fondo”.

Una frase che tutti hanno tradotto così: l’intenzione sarebbe quella di lasciare ai sindaci la libertà di fissare aliquote e detrazioni per la nuova imposta – la famigerata Local Tax – che nelle intenzioni del governo dovrebbe sostituire Tasi, Imu, Tosap – l’imposta sull’occupazione del suolo pubblico – e forse la Tari.

Dico forse perché questa tassa dovrebbe dipendere dagli effettivi consumi di immondizia e verrebbe pagata dagli affittuari. Alla fine quindi l’unica comodità sarebbe quella di riunire due tasse in una e la seccatura della Tasi a carico degli affittuari. Resterebbe l’obbrobrio delle 75.000 combinazioni diverse che la Uil ha registrato per la Tasi e la tremenda scocciatura dei continui cambiamenti di denominazione della tassa sulla casa con le relative drammatiche previsioni di aumento di gettito.

Insomma il governo Renzi a parte la copertina sembra sempre più come i vecchi esecutivi. L’unica differenza rispetto al passato sembra la ricerca di sempre nuovi argomenti per distrarre l’opinione pubblica da quello che succede.

Un’ultima annotazione. Il governo Renzi sembra intenzionato ad inserire nella legge di stabilità solo un “emendamento annuncio” che stabilisca data di avvio e contorni della riforma. I provvedimenti veri e propri in tema dovrebbero arrivare solo nel 2015 e i pagamenti dovrebbero riguardare la seconda metà del 2015.

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