La Local Tax è appena nata ma non si capisce ancora bene come sarà. L’ultima voce che sta circolando è che dovrebbe avere dei parametri fissi in tutta Italia – uno dei difetti principali della Tasi era rappresentato dal fatto che aveva registrato la bellezza di 75.000 combinazioni diverse.

Esattamente l’opposto di quello che abbiamo scritto qualche giorno fa, allora il governo Renzi si raccontava avesse l’intenzione “di lasciare ai sindaci la libertà di fissare aliquote e detrazioni per la nuova imposta“.

I parametri a cui starebbe pensando il governo Renzi sarebbero un’aliquota fissa al 2 per mille ed uno sconto – altrettanto fisso a 90 euro. Questo secondo elemento è anche il più interessante, perché automaticamente porterebbe ad esentare la bellezza di 3,2 milioni di immobili. A convalidare questo cambiamento di prospettiva ci sarebbe una risposta data in Senato – in occasione del question time – dal ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha spiegato che uno degli obiettivi che si pone l’esecutivo è la “significativa riduzione” del mare di aliquote deliberate dai comuni. Non ha detto però ancora nulla se l’imposta verrà introdotta con un emendamento contenuto nella legge di Stabilità al Senato.

Per adesso oltre all’ipotesi che abbiamo già riportato qualche riga sopra, ci sarebbe  la seconda ipotesi di prevedere un’aliquota standard al 2,5 per mille collegato ad un sconto fisso pari a 100 euro. Questa seconda ipotesi  porterebbe ad esentare un numero minore di immobili: 2,6 milioni. Speriamo che se Local Tax non dovremmo assistere a nuovi cambiamenti di denominazione nei prossimi anni.

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