Per le liti tributarie arretrate ci sono in ballo almeno trentadue miliardi di euro tra il Fisco e i contribuenti. Il dato si riferisce all’anno 2016 e il governo si sarebbe già detto pronto a trovare una soluzione per “smaltire” la faccenda. L’ipotesi più accreditata per le liti tributarie arretrate potrebbe essere allora quella di applicare la medesima soluzione presa per le cartelle esattoriali: la rottamazione.

Un’apertura in tal senso è già stata espressa da Luigi Casero, viceministro dell’Economia e della Finanze, secondo cui la soluzione della rottamazione potrebbe essere davvero molto utile per abbattere l’arretrato sulle liti tributarie in corso. Più in particolare, Casero ha spiegato che il governo sta progettando: “il contenzioso pendente in tutti i gradi di giudizio non solo in Cassazione. Per l’arretrato della Cassazione si sta anche valutando l’istituzione di una sezione tributaria bis“. In ultima istanza, il governo starebbe valutando anche l’ipotesi di alzare la soglia per la mediazione extragiudiziale delle piccole liti tributarie pendenti, portandola da 20 mila a 50 mila euro.

Per quanto riguarda il recupero dell’arretrato tributario avvenuto nel 2016, il commento sulla situazione è stato espresso da Mario Cavallaro, presidente della giustizia tributaria. Queste le sue parole: “I dati parlano da soli: si tratta di una giurisdizione laboriosa e virtuosa che non accumula arretrato e che anzi ha un indice di smaltimento superiore a quello degli ingressi, confermando un forte recupero dell’arretrato, quest’anno attestatosi su un ottimo 12 per cento. Percentuale quasi doppia rispetto al precedente periodo“. Secondo Giovanni Canzo, presidente della Corte di Cassazione, il macigno di cinquantamila liti tributarie arretrate rappresenta un’emergenza che non può più essere ignorata: “È necessario che il governo prenda una posizione per evitare che la Cassazione civile diventi solo tributaria”.