Poca trasparenza, difficoltà nel reperire informazioni per gli enti non statali, corruzione. E le aziende straniere decidono di non investire più in Italia. E’ quanto emerge dalle ricerche effettuate in Italia negli ultimi 8 anni da Kroll multinazionale newyorkese specializzata in business intelligence e investigazioni, con uffici in 29 Paesi nel mondo. 
“Capita sempre più spesso che imprese straniere interessate al mercato italiano si tirino indietro di fronte alla difficoltà di reperire informazioni relative alle controparti, a prescindere che si tratti di potenziali partner o target, che in altri paesi sono pubbliche e che possono essere decisive nella scelta di un investimento, di una fusione, di una acquisizione, una joint venture”, spiega Marianna Vitiadis, Amministratore Delegato di Kroll in Italia e Grecia. L’Ad sottolinea come, mentre lo Stato italiano ha libero accesso a tutte le informazioni che desidera conoscere, mille difficoltà si presentano per una parte terza che voglia informarsi sull’opportunità o meno di fare business nel nostro Paese. “In Italia, vi è una gran quantità di informazioni pubblicamente disponibili ma non sempre risultano di facile accesso per il cittadino comune e per le società non legate alla pubblica amministrazione poiché non facili da localizzare o da raggiungere”.
 
Una difficoltà che emerge, ad esempio, per la reperibilità della documentazione sulle vicissitudini legali di un’azienda, fondamentali per un’impresa estera che cerchi una partnership nel nostro Paese. In generale infatti in Italia gli atti giudiziari e le altre decisioni dei tribunali non sono accessibili. Eppure, notizie relative a vertenze civili, procedimenti in corso e a indagini della magistratura vengono regolarmente fatte trapelare alla stampa, particolarmente nel caso in cui siano coinvolte società o figure pubbliche. Non vi è nessun modo per una parte terza indipendente procedere alla verifica di queste notizie e accertarne la veridicità. A complicare le cose, anche l’accessibilità dei documenti la cui visibilità è permessa spesso è gestita in maniera diversa a seconda della regione o del Comune in cui ci si trova. “Può succedere che una stessa richiesta venga evasa con facilità in un ufficio o in un Comune e risulti impossibile in un altro”, continua Vitiadis. “Un esempio lo è l’Anagrafe Tributaria le cui condizioni e termini di richiesta per alcune certificazioni variano da luogo a luogo”.
 
La consultazione illecita delle banche dati dei tribunali, degli archivi della polizia, della documentazione fiscale e via dicendo avviene quindi in misura considerevole, come testimoniano i ripetuti scandali riportati sulla stampa negli ultimi anni. L’accesso ai documenti non può basarsi semplicemente sulla “disponibilità” di questo o quel funzionario, ma solitamente viene concesso in cambio di denaro o di favori. Ecco quindi che la corruzione nel nostro Paese si alimenta, e diventa un forte deterrente per le imprese con un occhio agli investimenti all’estero, che spesso scelgono di cambiare Paese come destinazione dei propri investimenti.