Se ai dirigenti della pubblica amministrazione è stato dato un taglio ai loro super stipendi, altrettanto non si può dire delle retribuzioni per i principali manager delle grandi aziende pubbliche. In questo caso si parla di liquidazioni. Il rinnovo dei vertici di Eni, Finmeccanica, Enel, Poste e Terna, deciso poco tempo fa dal Governo di Matteo Renzi, ha comportato un esborso non indifferente. Ma poiché non è direttamente il bilancio dello Stato a risentirne, fa meno effetto. E d’altra parte queste buonuscite sono abbastanza in linea con le cifre tipiche delle aziende di tali dimensioni, anche nel mercato privato. Il problema è sostanzialmente il momento. In tempi di crisi per una nazione intera, dovuti in larga parte agli sprechi dell’apparato pubblico, suona fastidioso vedere certe cifre uscire dalle casse di aziende che sono comunque riconducibili allo Stato.

La notizia è tornata d’attualità in occasione di un’interrogazione parlamentare il 16 maggio, chiesta al Senato da Linda Lanzillotta. Il sottosegretario per i rapporti col Parlamento, Luciano Pizzetti, ha nuovamente illustrato la tornata di cifre. Per quanto riguarda l’Eni, colosso dell’energia, di gran lunga la maggior azienda italiana, si stima che l’ex amministratore delegato Paolo Scaroni (foto by InfoPhoto) vada ad incassare una liquidazione di 8,4 milioni di euro; di questi, 3,5 milioni sono il compenso per il “patto di non concorrenza”, cioè il divieto di lavorare per aziende concorrenti.

Passando all’Enel, l’Ad uscente Fulvio Conti riceverebbe 6,4 milioni. Il Consiglio d’amministrazione di Finmeccanica ha varato una buonuscita di 5,45 milioni ad Alessandro Pansa, appena sostituito alla stessa carica da Mauro Moretti. Terna pagherà a Flavio Cattaneo 2,4 milioni.

Siamo quindi vicini ad una cifra complessiva di 23 milioni di euro. A questi si potrebbero aggiungere altri 6 milioni se Poste italiane, come si vocifera, dovessero versare una liquidazione di questa entità all’ex amministratore delegato Massimo Sarmi. Ma nessuna decisione è ancora stata presa.