L’Imu che va a prendere il posto della tanto odiata Ici è una tassa sugli immobili che sarà riscossa dai comuni. Di fatto, però la nuova gabella va ad essere ancora più comunale. Un’espressione questa, introdotta e spiegata dal Sole 24 Ore. Cerchiamo di vederci chiaro. Sull’Imu c’è ancora molta confusione, quello che si sa è che i contribuenti potranno scegliere se pagarla in due o in tre rate ma fino a dicembre è verosimile che l’importo definitivo di questa tassa resti sconosciuto. Si parla infatti di maxirata di dicembre.

Ma quando si dice che diventerà più comunale a cosa si fa riferimento? Il Sole 24 Ore spiega che dopo il primo anno, quello in corso, di transizione, non ci sarà più scampo per evasori e contribuenti imprecisi, ma soprattutto si potranno vedere delle modifiche nella destinazione dell’Imu erariale.

Una delle ipotesi, quella che sta prendendo piede, riguarda la quota di Imu secondaria che attualmente è incassata dallo Stato. Questi soldi potrebbero finire direttamente dentro il Fondo sperimentale per il riequilibrio che oggi si alimenta con l’Iva e altre imposte.

In questo modo l’intero sistema di finanziamento dovrebbe tornare ad una situazione di normalità. La seconda ipotesi è quella di creare un’Imu comunale e un’Imu erariale distinte. Il dibattito è iniziato.