Mentre il ministro Fornero e il team dell’esecutivo stanno mettendo a punto un piano per uniformare i contratti e rilanciare il mercato del lavoro, la Cassazione si pronuncia sull’illegittimità di alcuni licenziamenti.È purtroppo vero, come ha sottolineato Mario Monti in persona, che quando si parla di contratti di lavoro viene fuori soltanto il tema dell’articolo 18 e del licenziamento senza giusta causa. Il panorama dei licenziamenti, invece, è molto ampio.

Ci sono diversi motivi che possono spingere un’azienda a tagliare risorse, anche la crisi economica fa parte dell’elenco e non è sicuramente una motivazione da trascurare. Diverso è che un’azienda, per tagliare i costi, decida di mantenere un ruolo ma assegnarlo ad una risorsa meno costosa. Spieghiamoci.

Se un’azienda licenzia un lavoratore che compie un certo tipo di lavoro, dicendo che lo fa in un’ottica di riorganizzazione dell’attività, poi però ne assume un altro, un collaboratore a progetto, per portare a termine lo stesso lavoro, compie un’irregolarità.

A dirlo è la sezione Lavoro della Corte di Cassazione. Davanti ai giudici sono finiti i capi di un’azienda che aveva mascherato il licenziamento di un dipendente dietro motivi economici per poi assumere un lavoratore il cui contratto ha meno costi per l’azienda stessa.

L’errore non è nella “manovra” ma nell’aver dichiarato che lo si faceva per motivi organizzativi.