Nei primi otto mesi di questo 2016 i licenziamenti hanno subito un’impennata del 31 per cento e i dati negativi vengono completati anche dai numeri che riguardano le assunzioni, con un calo dell’8,5 per cento. Gli effetti del Jobs Act voluto dal governo Renzi sembrano essere definitivamente conclusi, almeno stando a questi dati forniti dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. A salire sono anche i dati che riguardano i licenziamenti disciplinari (+28 per cento), di cui il Jobs Act avrebbe contribuito a rendere le procedure più semplici.

Se dalle percentuali si passa ai numeri, si scopre che nei primi otto mesi di quest’anno i licenziamenti di dipendenti con contratti a tempo indeterminato sono passati da 290.556 a 304.437 (aumento del 31 per cento appunto). Ad essere aumentati, com’è stato fatto notare poco fa, sono stati proprio i licenziamenti disciplinari, che sono passati dai 36.048 del 2015 ai 46.255 del 2016.

Insomma, aumentano i licenziamenti e calano le assunzioni, nel 2016 sono state oltre 350mila in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei mesi compresi tra gennaio e agosto 2016 infatti, le assunzioni sono state 3.782.000, con una flessione, in diminuzione, dell’8,5 per cento. Anche in questo caso la flessione più netta ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, con un calo di assunzioni del 32,9 per cento in meno rispetto al 2015. Un dato, come si è fatto notare anche in precedenza, fortemente influenzato dal fatto che nel 2016 non vi sono stati gli incentivi offerti per le assunzioni a tempo indeterminato avvenute nel 2015.

Dati positivi per i contratti a tempo determinato invece, che nel 2016 hanno fatto segnare percentuali migliori rispetto ai due anni precedenti. Nei primi otto mesi del 2016, infatti, sono state registrate 2.385.000 assunzioni, con un aumento del 5,5 per cento rispetto al 2014 e un aumento del 2,5 per cento rispetto al 2015.

Per quanto riguarda infine il saldo totale, tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, esso è pari a +703mila, un dato inferiore rispetto a quello del 2015 (+813mila).