Quella della libertà economica è una delle tante classifiche stilate ogni anno da decine di organizzazioni differenti. In questo caso ad esempio, gli autori sono il Wall Street Journal e Heritage Foundation. E come capita spesso, l’Italia non ci fa una bella figura: siamo 86°, dietro al Kyrghizistan e alle isole Samoa.

Rispetto all’anno scorso cresciamo di 0,3 punti e totalizziamo un punteggio di 60,9 – ma perdiamo tre posizioni. Restiamo sopra la media mondiale, che è di 60,3 punti e siamo considerati tra i paesi “moderatemente liberi“. Come libertà d’impresa siamo 35° sui 43 paesi che compongono l’Europa, ma soprattutto la nostra zavorra è rappresentata dall’aumento della corruzione.

A distanza siderale troviamo il paese vincitore – per la ventesima volta -: Hong Kong (90 punti), che stacca decisamente il resto del mondo: dietro di lui ma a distanza ci sono Singapore, Australia, Svizzera, Nuova Zelanda e Canada (tutti con più di 80 punti). Da notare che l’Estonia supera gli Stati Uniti, e che l’unico grande paese industrializzato con uno score simile al nostro è la Francia con 63,5 punti – che gli vale la 70° posizione.

photo credit: dpstyles™ via photopin cc