L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea dà alla Banca Centrale Europea il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno del suo territorio. Ad ogni banca centrale nazionale (BCN) dell’area dell’euro viene assegnata una quota di produzione delle nuove banconote – che nel 2012 è stata di 8,5 miliardi di biglietti (2,9 miliardi solo di nuove banconote da cinque euro). Più o meno erano la metà delle banconote complessivamente in circolazione – esattamente 15,7 miliardi –, per un valore complessivo che supera i 900 miliardi di euro.

La BCE si occupa anche di stabilire la quantità di monete che ogni Stato membro può produrre per soddisfare il proprio fabbisogno. In Italia le monete sono coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in qualità di ente emittente, provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale avvalendosi delle Filiali della Banca d’Italia. Le monete e le banconote ovviamente non durano per sempre. Possono danneggiarsi, logorarsi o andare perdute. Le banconote si usurano più rapidamente delle monete perché sono fatte di un materiale meno resistente – normalmente, una banconota dura 1,5-2 anni, mentre le monete possono durare molto di più, anche decine di anni.

Solo nel 2012, circa 5,6 miliardi di banconote sono state giudicate non più idonee alla circolazione e distrutte. Il tasso di sostituzione delle banconote circolanti è stato pari al 44% per i tagli fino a 50 euro incluso. Le banconote danneggiate e logore sono restituite alle banche centrali nazionali normalmente attraverso le banche. Le quantità e i tagli di queste banconote vengono comunicati alla Banca centrale europea che ne predispone la sostituzione.

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