Mentre il presidente della Repubblica Napolitano firma la legge di stabilità varata dal Governo di Matteo Renzi, la Commissione europea si arrabbia una volta di più contro l’Italia. Infatti la lettera di critiche inviata da Bruxelles sul provvedimento finanziario italiano è stata pubblicata dal ministero dell’Economia. Il presidente europeo uscente José Manuel Barroso si è mostrato seccato, perché evidentemente intendeva che quella lettera dovesse rimanere riservata.

Ma Renzi, il quale dal punto di vista dell’uso dei media vale cento volte Barroso, ne ha approfittato per deviare il polverone contro l’uomo di Bruxelles: “In questo palazzo è finito il tempo delle lettere segrete. D’ora in poi vigerà la regola della chiarezza e della trasparenza sui rapporti con Bruxelles. Pubblicheremo anche le spese dell’Europa e sarà divertente“. Con questo il premier sottintende che anche la risposta del Governo italiano verrà pubblicata.

Sul merito delle osservazioni europee alla legge di bilancio (Bruxelles raccomanda aumentare almeno dello 0,25% la riduzione del deficit, contro lo 0,1% proposto dall’Italia), Renzi mantiene il tono baldanzoso: “Due miliardi li mettiamo domani mattina. Non sarà una piccola discussione sulle virgole e i decimali a farci cambiare il percorso“.

Tuttavia lo scontro non è solo con Barroso, che il 1° novembre sgombrerà l’ufficio. Perché la lettera è stata scritta col pieno assenso del finlandese Jyrki Katainen, nuovo commissario all’economia ed essenzialmente l’uomo della Merkel. Renzi aggiunge sibillino: “Quello che forse è in discussione, e sarà interessante approfondire, è chi decide cosa, come, quali sono le valutazioni politiche sulle circostanze eccezionali di cui parlano trattati e regolamenti“.

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